5-4-3-2-1
- 5verdure
- 4frutti
- 3proteine
- 2carboidrati
- 1sfizio
- Il più facile da ricordare
- Bastano 15 tipi di alimenti
- Lo sfizio è previsto
- ·Condimenti e legumi non sono previsti
- ·Solo 2 tipi di carboidrati in dispensa
Virale sui social italiani nel 2026
La spesa, senza pensieri
Cinque verdure, quattro frutti, tre fonti di proteine, due di carboidrati, uno sfizio. Sono quanti tipi diversimettere nel carrello, non quante volte li mangi: un solo schema, deciso una volta, che ti toglie la domanda «cosa compro?» per tutta la settimana.
Il metodo ti dice quanti. Non ti dice quanto.
«Cinque verdure» è lo stesso consiglio per chi vive solo e per una famiglia di cinque. Ed è lì che smette di funzionare: compri troppo e butti, oppure compri poco e a giovedì sei da capo.
Qui sotto trovi lo stesso schema, con le quantità calcolate su chi c'è a tavola da te, secondo le porzioni e le frequenze settimanali delle linee guida CREA e LARN.
No, ed è l'equivoco più diffuso. I numeri contano quanti tipi diversi metti nel carrello, non le porzioni della settimana. Due carboidrati vuol dire per esempio pasta e riso in dispensa: la pasta la puoi rifare anche tre volte. Lo schema serve a comprare vario, non a razionare i pasti.
Fuori dal conteggio. Il metodo riguarda la spesa fresca della settimana: dispensa, scatolame e condimenti seguono la loro scorta e si ricomprano quando finiscono.
Contano come fonte di proteine, quindi occupano uno dei tre slot. Se in settimana ci sono già pesce e uova, il salume diventa il terzo — non un extra.
Il numero di alimenti resta lo stesso, cambiano le quantità. Ed è esattamente il punto debole del metodo: dice quanti, mai quanto. Il tool qui sopra colma quel buco.
È pensato così, ma nulla vieta di spezzarla in due. Anzi: per le verdure a foglia e il pesce, due giri corti conservano meglio e sprecano meno.